Brand failure: quando i nuovi prodotti fanno flop su tutta la linea

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La storia di molto brand dell’economia e delle aziende è stata lastricata da tantissimi insuccessi, ben più numerosi dei successi. Se ne parla meno, tuttavia, perché a nessun brand piace sbandierare i propri flop, anche se spesso ne ha tratto lezioni utili. E’ questo il principio alla base del Museum of Failure, inaugurato nel giugno 2017 a Helsinborg, in Svezia. Si tratta di una miscellanea di prodotti mai decollati (a causa di cattive operazioni marketing, o semplicemente perchè idee molto “strane”), e per questo caduti nel dimenticatoio. Vediamone alcuni qui di seguito.

  • COKE II:  era la versione rinnovata di Coca Cola che nel 1984 è stata immessa sul mercato statunitense al posto di quella classica. Tuttavia, dopo soli 79 giorni di commercializzazione, il pubblico ha preteso indietro il gusto a cui i palati americani erano abituati. Tuttavia quel passo falso ha fruttato a Coca Cola il superamento nelle vendite della rivale Pepsi, a cui nel 1985 è stata preferita la Coke classica appena dopo il ritiro dal commercio della New version.
  • LASAGNE COLGATE: tentativo di brand extension andato malissimo.  L’azienda di dentifrici ha lanciato una serie di pietanze surgelate (dalla pizza alle lasagne) da mangiare prima di lavarsi i denti. Non hanno avuto il successo sperato, anzi. Nei libri di brand marketing viene citato come esempio di quanto spesso l’estensione di un marchio ad altri settori commerciali possa sfociare in un epic fail.
  • TORTELLI CON CIOCCOLATO:  i tortelli freschi con cioccolato di Giovanni Rana del 2009 da “friggere e servire con le fragole” o anche “lessare e accompagnare con scaglie di cocco” (come consigliato sulla confezione) hanno avuto vita breve. Solamente sette mesi di produzione, da ottobre ad aprile, per una delle limited edition meno apprezzate.
  • WINDOWS VISTA: Considerato all’unanimità il software meno apprezzato della storia di Microsoft, il Financial Time stima che Vista sia stato usato soltanto dal 19% dei pc nel mondo.
  • NEWTON: un palmare dai costi elevatissimi che non ha entusiasmato il mercato degli anni Novanta, tanto da venire immediatamente ritirato da Steve Jobs in persona dopo il suo rientro in Apple. Newton ha causato una perdita stimata intorno ai 100 milioni di dollari.

Questi sono solo alcuni esempi di come, nonostante proposti da brand molto “forti”, questi prodotti abbiano avuto vita tutt’altro che facile. La forza di un’azienda infatti sta anche nell’essere capaci di promuovere una novità adeguatamente, sondando il mercato e la sua disponibilità ad acquistarlo prima di lanciare un nuovo prodotto “stravagante”. Anche questo è marketing!

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