Il mondo del Graphic Design è in continua mutazione, è alla costante ricerca dell’evoluzione visiva, continuamente alla ricerca del “bello e utile” (concetto basilare del Design, che letteralmente significa progettazione).

Questo, a volte, comporta la nascita di stili o correnti grafiche che diventano di “moda”, solo per poi essere sostituiti dalla successiva scoperta grafica. Andiamo ad analizzare le avanguardie più importanti di quest’ultimo decennio che hanno rivoluzionato il mondo della grafica. Si tratta dello Scheumorfismo, del Flat-Design, e del Material-Design (Skeu, Flat, Material). Innanzitutto, bisogna capire che da diverso tempo (e nell’ultimo decennio molto di più), il Graphic Design diventa non solo comunicazione visiva con l’utente, bensì anche un linguaggio con cui comunicare con l’utente. Questo tramite la correlazione, per esempio, delle icone con il loro utilizzo, ma anche il fatto che poi queste stesse icone sono similari tra di loro: tutte conformi, utilizzo calibrato e ripetizione dei colori, delle forme, delle posizioni. Questo crea un’ordine nella composizione che “parla tutto con lo stesso linguaggio”, se capiamo la rappresentazione o la funzione di una icona, capiremo anche le altre.

Lo Scheumorfismo nasce nel 2007, a lanciare questo nuovo stile di comunicazione grafica è la Apple, con il primo iPhone: un nuovo tipo di dispositivo, del tutto rivoluzionario, che si affacciava sul mercato con la promessa di essere semplice e intuitivo nell’utilizzo. Questo concetto è stato quindi messo in pratica dalla grafica che i primi iPhone avevano: lo stile Skeu (Scheumorfismo) implica l’utilizzo di texture di materiali utilizzati fuori dal mondo virtuale, in quello reale (come legno o metallo), questo per avvicinare le nuove funzioni ad avere un approccio con l’utente basato visivamente su qualcosa che già conosce, quindi che l’utente riconosce come familiare. Funzioni e applicazioni nuove, aliene, alla concezione che c’era prima “nell’epoca” dei telefoni cellulari, ma con un confronto verso l’utente che rende tutto molto riconoscibile ed intuibile. Altra caratteristica dello Scheumorfismo è l’utilizzo di icone rappresentanti strumenti ben conosciuti all’uomo, piuttosto anche vintage pur di rendere la comunicazione del soggetto ben riconoscibile a tutti (e quindi della funzione che deve rappresentare l’icona). Ma anni dopo questo approccio grafico viene stravolto, perchè il Flat-Design considera kitsch le texture di elementi reali, così come l’utilizzo delle rappresentazioni di vecchi strumenti.

Il Flat vuole essere fresco e innovativo pur mantenendo la caratteristica della facile fruizione per tutti (caratteristica fondamentale che nessuna corrente grafica può farne a meno). Nasce nel 2012, grazie alla Microsoft, nel lancio del sistema operativo Windows 8, che ha un interfaccia grafica completamente basato sul Metro Style, una branchia facente parte del Flat. E’ imperativo l’utilizzo di forme molto semplici, spesso quadrate o rettangolari, colori piatti (flat significa appunto “piatto”), l’abbandono delle ombreggiature realistiche e sfumate utilizzate dallo Skeu, per essere al massimo sostituite da ombre dai tratti netti e lineari, formato comunque sempre dal colore piatto. Caratteristica fondamentale è la ricerca della semplicità e dell’ordine schematico. Un esempio molto popolare di un’immagine famosa che ha cavalcato i tempi dello Skeu per poi trasformarsi in Flat, è sicuramente il logo di Instagram, da macchina fotografica quasi renderizzata, al simbolo molto semplice che è diventato ora, formato ormai solo da un quadrato smussato e due cerchi, uno vuoto e uno pieno.

Entra in scena, nel 2013, Google, intenzionato ad eliminare tutti gli aspetti negativi della Flat e della Skeu, e unendo in un unico linguaggio grafico tutti gli aspetti positivi di questi stili grafici: nasce così il Material-Design, inizialmente chiamato Scheuminimalismo o Almost-Flat, classificato solo dopo come genere a sè, proprio per il motivo che evolve e supera le precedenti correnti grafiche. Il Material, come la Flat, è minimale, utilizza forme semplici (molto spesso viene utilizzato il cerchio), e colori piatti. Ma, come lo Skeu, gioca molto sulla sovrapposizione degli elementi, che spesso si accavallano l’uno sopra l’altro, e possono essere spostati dai click o dal touch a seconda dei dispositivi utilizzati. Dallo Skeu riprende anche l’utilizzo delle ombre sfumate, a patto che non creino un forte contrasto visivo. Questi elementi, come icone o schede, si trasformano e cambiano disposizione in base agli ordini che l’utente impone, sempre con un perfetto approccio Responsive, caratteristica fondamentale già tenuta in conto dalla Flat.

Diventa importantissimo l’utilizzo Responsive, che significa che ogni elemento o sezione è in grado di adattarsi al formato dello schermo utilizzato, rendendo sempre molto leggibile e fruibile la nostra schermata. Tablet, pc, smartphone, qualsiasi dispositivo presenterà una schermata ordinata e coerente. Quale sarà il futuro prossimo delle correnti grafiche? Come si evolverà ancora la concezione degli spazi, degli elementi, delle forme e dei colori? Per questo, solo il tempo potrà rispondere, nel frattempo ringraziamo i colossi della tecnologia che possono e vogliono evolvere l’interfaccia grafica dei dispositivi che tanto utilizziamo.

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