A differenza di quel che pensano i profani e i principianti, il “ taglio ” per le inquadrature del ritratto non viene effettuato in maniera casuale, ossia interrompendo la figura umana dove si vuole, ma seguendo determinate regole, canonizzate nel corso del tempo secondo stili e modi di vedere. Vi sono infatti “tagli” ben definiti per le inquadrature del ritratto che prendono anche nomi specifici; alcuni sono addirittura divenuti celebri grazie al cinema ed entrati nel comune parlare anche per altri ambiti, come il “primo piano” o il “piano americano”. Vediamo ora nel dettaglio questi “tagli” per le inquadrature del ritratto.

Primissimo piano: Questo taglio per inquadrature del ritratto si ottiene quando il volto occupa tutto il fotogramma e non si hanno altri elementi del corpo che entrano a far parte dell’immagine. Quando lo si sceglie va posta la massima attenzione ai difetti del volto e alle possibili ombre che vi si formano; richiede di solito un trucco specifico del soggetto e/o una post produzione per eliminare i difetti della pelle.

Primo piano: simile alla precedente ma si allarga e arriva fino all’altezza delle clavicole; l’importante è avere l’accortezza di bilanciare bene gli spazi che si trovano sopra e sotto il viso del soggetto, quindi rendere uguali la fascia dalla testa in su e quella dal mento in giù

Mezzo primo piano: la figura del soggetto è inserita includendo anche la metà superiore del torace. In questa scelta è fondamentale curare al massimo la posizione delle braccia, perché entrano a far parte della composizione dell’inquadratura in modo davvero determinante. L’errore peggiore che si possa fare è quello di avere il soggetto con le braccia poste in maniera innaturale

Piano americanol’inquadratura scende verso il basso e arriva più o meno alle ginocchia del soggetto; solitamente il “piano americano” viene impiegato in maniera diffusa nel cinema e segue comunque le regole generali della composizione nel ritratto. In questo tipo di taglio, molto più ampio dei precedenti, entra in gioco lo sfondo, che diventa un elemento rilevante dell’inquadratura

Figura intera: il soggetto è ritratto nella sua interezza, dalla testa fino ai piedi (che non vanno mai tagliati come fanno alcuni principianti). Anche in questo taglio lo sfondo è rilevante ed è necessario operare una scelta: tenerlo a fuoco per avere un ritratto ambientato oppure sfocarlo per concentrarsi sulla figura umana

Campo medio: variante abbastanza particolare che prevede il soggetto ripreso nell’ambiente in cui si trova e viene chiamato a interpretare. Generalmente la si sceglie quando il rapporto tra soggetto e ambiente è molto forte o ha una sua logica. In questo taglio, a differenza dei due precedenti che pur prevedevano una presenza dello sfondo, esso deve essere necessariamente bene a fuoco al pari del soggetto.

Fonte: Giovanni Lattazzi

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