Yayoi Kusama, l’artista giapponese celebre per i suoi pois in tutto il mondo, si regala un nuovo museo per lanciare un messaggio di pace e d’amore

Iperattiva, ossessiva, stacanovista, prolifica, con un segno inequivocabile — il pois — diventato la sua cifra distintiva, la giapponese Yayoi Kusama, vera e propria leggenda, è tra le artiste più quotate al mondo. Ha esposto i suoi quadri, le sculture, le installazioni e gli ambienti percorribili nelle gallerie e nei musei più prestigiosi in ogni angolo del pianeta e non disdegna collaborazioni con la moda come quella con Louis Vuitton. Nella consueta classifica annuale dei 100 più influenti personaggi nel mondo dell’arte — artisti, curatori, direttori di museo, collezionisti, designer etc. — stilata dalla rivista inglese ArtReview a novembre, Yayoi Kusama è balzata dalla posizione 93 nel 2016 alla posizione 55.

Nata nel 1929 a Matsumoto City, nella prefettura di Nagano, è stata nominata da The Art Newspaper nel 2014 l’artista più popolare al mondo e due anni dopo ha ricevuto il prestigioso Japan Order of Culture. Da quarant’anni vive volontariamente in un ospedale psichiatrico a Tokyo, ma ogni mattina si reca nel suo studio accompagnata dai suoi assistenti e lavora ininterrottamente.

Continua a disegnare, dipingere quei puntini in centinaia di migliaia di  modi, puntini che sin da piccola continua a vedere, ovunque. L’artista da sempre convive con allucinazioni visive e uditorie.

A due anni dal suo novantesimo compleanno, si è voluta fare un regalo. Ha finanziato e aperto il suo museo. Una torre in vetro e cemento di cinque piani (superficie complessiva di 731.6 metri quadrati), progettata dallo studio Kume Sekkei, nel quartiere Shinjuku, vicino alla clinica dove risiede. Diretto da Akira Tatehata, il museo è nato con l’obiettivo di presentare, promuovere e preservare l’arte di Yayoi Kusama e “trasmettere un messaggio di pace e di amore che durante la sua stimata carriera ha fatto proprio, attraverso la sua opera e la sua singolare visione”.

La mostra d’inaugurazione dello spazio dal titolo Creation is a Solitary Pursuit, Love is What Brings You Closer to Art (in corso fino al 25 febbraio 2018, con un periodo di chiusura che va dal 25 dicembre al 17 gennaio 2018) raccoglie una serie di dipinti recenti, una scultura a forma di zucca e un’installazione create specificatamente per quest’occasione.

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